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Detrazioni fiscali

Detrazioni fiscali

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AGEVOLAZIONE FISCALE IRPEF 50% (EX 36%)

Dal 1° gennaio 2012, l’agevolazione fiscale che consente la detrazione del 36% sulle ristrutturazioni edilizie, introdotta fin dal 1998 e prorogata più volte, è stata resa strutturale, cioè non è più soggetta, come in precedenza, a continue proroghe. Con il Decreto Legge n. 201/2011, denominato Decreto Salva Italia, infatti, l’agevolazione è stata resa permanente mediante l’aggiunta dell’articolo 16-bis, al Testo Unico sulle Imposte sul Reddito (T.U.I.R.).

Dal 26 giugno 2012, inoltre, con l’entrata in vigore del Decreto Legge 83/2012, denominato Decreto Crescita, sono state apportate numerose modifiche in merito alla misura delle detrazioni spettanti relativamente alle spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica.

In particolare è stato disposto che per le spese sostenute dal 26.6.2012 (data di entrata in vigore del Decreto in esame) al 31.12.2013  (come da nuove disposizioni D.L. n° 63/2013) per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio la detrazione IRPEF, disciplinata dall’art.16-bis, TUIR a decorrere dall’1.1.2012, è fissata nella misura del 50% (anziché 36%) e spetta per una spesa massima complessiva di € 96.000 (anziché € 48.000) per ciascuna unità immobiliare.

Questi maggiori benefici sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti successivi. Da ultimo, gli stessi nella misura del 50% e 65% sono stati prorogati sino al dicembre 2016, con legge di stabilità 2016 LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208. Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016).

1) IN COSA CONSISTE

L’agevolazione consiste nella possibilità di detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte degli oneri sostenuti per la ristrutturazione di abitazioni e di parti comuni degli edifici residenziali, situati nel territorio dello Stato.

La detrazione è pari al 50% delle somme spese e spetta fino a un massimo non superiore a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare (fino al 31.12.2016). Questo importo va suddiviso fra tutti i soggetti, aventi diritto alla detrazione, che hanno sostenuto le spese (ad esempio marito e moglie cointestatari di un’abitazione possono calcolare la detrazione spettante sull’ammontare complessivo di spesa di 96.000 euro).

Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, il limite massimo delle spese detraibili deve tenere conto delle spese già sostenute negli anni precedenti si avrà diritto all’agevolazione solo per la parte di spesa che non superi il limite complessivo di 96.000 euro.

L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa.

La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è stata sostenuta la spesa e in quelli successivi.

La possibilità, per contribuenti di età non inferiore a 75 e 80 anni di ripartire la detrazione in cinque o tre rate annuali di pari importo, dal 1° gennaio 2012 non è più prevista.

2) A CHI SPETTA 

Trattandosi di una detrazione dall’Irpef lorda, sono ammessi a fruirne tutti coloro che sono assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno sul territorio dello Stato. Va precisato che si tratta effettivamente di una detrazione dall’imposta e non di un rimborso; ciascun contribuente ha perciò diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’imposta dovuta per l’anno in questione, cioè non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta. Per poter beneficiare della detrazione è necessario essere proprietari o titolari di altro diritto reale sull’unità abitativa oggetto di intervento e cioè:

  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • locatari o comodatari
  • soci di cooperative divise e indivise
  • soci delle società semplici 

imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture. In questo caso, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione.

3) PER QUALI LAVORI 

  • In caso di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia, la detrazione del 50% riguarda anche LE SPESE SOSTENUTE PER L’ACQUISTO E L’INSTALLAZIONE DI TUTTI I NOSTRI PRODOTTI DI RISCALDAMENTO, COMPRESA LA REALIZZAZIONE O IL RIFACIMENTO DELLA CANNA FUMARIA. IN QUESTO CASO LA DETRAZIONE E’ AMMESSA PER L’ACQUISTO E PER L’INSTALLAZIONE DI TUTTI I NOSTRI SISTEMI DI RISCALDAMENTO.
  • Inoltre, la detrazione del 50% compete ai nostri prodotti, anche in assenza di opere edilizie, in applicazione della normativa vigente in materia di risparmi energetici. 
  • IN QUESTO CASO LA DETRAZIONE E’ AMMESSA PER L’ACQUISTO E PER L’INSTALLAZIONE DEI NOSTRI SISTEMI DI RISCALDAMENTO CON UN RENDIMENTO, MISURATO CON METODO DIRETTO, NON INFERIORE AL 70% (l’elenco dei nostri prodotti che soddisfano tale requisito è allegato al presente documento).

4) COSA OCCORRE PER FRUIRE DELLA DETRAZIONE 

 Gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione sono stati semplificati e ridotti.

Inoltre, occorre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011 che prevede, in pratica, che, oltre ai documenti indicati più avanti (comunicazione all’Asl, fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento), il contribuente deve essere in possesso di:

  • domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)
  • ricevute di pagamento dell’Ici o dell’IMU, se dovute
  • attestato del produttore
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese
  • dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi
  • abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

4.a) Deve essere inviata all’Azienda sanitaria locale competente per territorio una comunicazione con raccomandata A.R. con le seguenti informazioni:

  •  generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi
  •  natura dell’intervento da realizzare
  •  dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione
  •  data di inizio dell’intervento di recupero.

La comunicazione non deve essere effettuata in tutti i casi in cui i decreti legislativi relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica preliminare alla Asl.

4.b) Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati esclusivamente con bonifico bancario o postale da cui risultino:

  • causale del versamento
  • codice fiscale del soggetto che paga
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento 

Le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di urbanizzazione, diritti pagati per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono essere pagate con altre modalità.

Al momento del pagamento del bonifico, banche e poste devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta dovuta dall’impresa che effettua i lavori. Dal 6 luglio 2011 (data di entrata in vigore del decreto legge n. 98/2011) questa ritenuta è pari al 4%.

4.c) Altri adempimenti

I contribuenti interessati devono conservare, oltre alla ricevuta del bonifico, le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione. Questi documenti, che devono essere intestati alle persone che fruiscono della detrazione, potrebbero essere richiesti, infatti, dagli uffici finanziari che controllano le loro dichiarazioni dei redditi.

Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione prevista, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.

Prodotti idonei alla detrazione IRPEF 50%


DETRAZIONE FISCALE → 65% (fino al 31/12/16)

Rimane invariata l'aumento dal 4% all’8% la ritenuta d’acconto trattenuta dalle banche sui bonifici per il pagamento degli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione degli edifici che beneficiano delle detrazioni del 65% e del 50%

Chiarite e specificata la detrazione del 65% anche le spese sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.

In cosa consiste:

Detrazione d’imposta pari al 65% delle spese sostenute tra il 06.06.2013 ed il 31.12.2014  e pari al 50% delle spese sostenute tra il 01.01.2015 ed il 31.12.2015  (55% delle spese sostenute tra il 01.01.2007 ed il 05.06.2013) entro un limite massimo di detrazione, diverso in relazione al tipo di intervento. Per i lavori eseguiti su parti comuni di condomini, spetta la detrazione del 65% fino al 30.06.2015 e del 50% fino al 30.06.2016

Non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali.

Chi può usufruirne:

  • Tutti i contribuenti, anche se titolari di reddito di impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto dell’intervento.
  • I familiari conviventi (parenti entro il 3° grado e affini entro il 2° grado) che sostengono la spesa possono usufruire della detrazione.

Interventi ammessi:

  • di riqualificazione energetica
  • sull’involucro edilizio
  • Installazione di pannelli 
  • solare sugli impianti di riscaldamento

Rateazione:

10 quote annuali, di pari importo (per le spese sostenute dal 2011).

Pagamenti con conifico bancario o postale, da cui risulti:

la causale del versamento; rif. Legge 296/2006 e s.m.

il codice fiscale del soggetto che usufruisce della detrazione;

il numero di partita iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico. Per i contribuenti titolari di reddito di impresa è ammessa qualsiasi forma di pagamento, comprovata da idonea documentazione.

I documenti da acquisire:

  • l’asseverazione che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti tecnici richiesti;
  • l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica, che comprende i dati relativi all’efficienza energetica propri dell’edificio (Allegato A del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 19/02/07);
  • la scheda informativa relativa agli interventi realizzati (Allegato E del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 19/02/07).
  • I documenti sopra elencati devono essere rilasciati da tecnici abilitati alla progettazione di edifici ed impianti nell’ambito delle competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente, iscritti ai rispettivi ordini e collegi professionali: ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, dottori agronomi, dottori forestali e periti agrari.

I documenti da trasmettere:

  • Comunicazione all’Agenzia delle Entrate (in via telematica) redatta sul modello approvato con provvedimento del 6 maggio 2009 e prevista dall’art. 29 del d.l. n. 185/2008, per comunicare le spese sostenute e detratte nei periodi d’imposta precedenti a quello in cui i lavori sono terminati, con riferimento ai soli lavori che proseguono oltre il periodo.
  • Entro 90 giorni dalla fine dei lavori devono essere trasmessi all’Enea telematicamente, attraverso il sito www.acs.enea.it, ottenendo ricevuta informatica:
  • i dati contenuti nell’attestato di certificazione ovvero dell’attestato di qualificazione energetica;

la scheda informativa.

I documenti da conservare:

  •  il certificato di asseverazione redatto da un tecnico abilitato;
  •  la ricevuta di invio;
  •  le fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese sostenute; nella fattura deve essere indicato il costo della manodopera utilizzata per la realizzazione dell’intervento;
  •  la ricevuta del bonifico bancario o postale, per i contribuenti non titolari di reddito di impresa.  

Per ulteriori approfondimenti: http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/


 

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