
Le caldaie a combustibili solidi rappresentano una vera rivoluzione nei sistemi di riscaldamento. I materiali di scarti dell'agricoltura, della selvicoltura e dell'industria agro-alimentari vengono riutilizzati per generare calore.
Il riutilizzo è la vera parola del nuovo millennio. Ridurre i costi riutilizzando ogni tipo di materiale. Se il materiale viene dalla natura, meglio ancora. L'alto livello di tecnologia delle nuove caldaie a biomassa aumenta l'efficienza e l'affidabilità raddoppiando anche il risparmio.
Grazie alle politiche ambientali della Comunità Europea, l'utilizzo di biomasse è ogni anno consigliato e incentivato. L'indipendenza dalle fonti energetiche "classiche" (petrolio, gas, carbone) significa per tutti meno inquinamento e meno spesa. La biomassa in campo energetico è un materiale organico di origine vegetale dal quale si può ottenere combustibile per produrre energia : legna, legna cippata (macinato di legno), pellet, paglia, sansa (ottenuta come residuo della lavorazione delle olive), nocciolino, mais, o gusci di vari frutti, come nocciole, pistacchi, mandorle, pinoli, noci, ciliegie e pesche....insomma tutti quei materiali provenienti da scarti e residui della lavorazione del legno e dal settore agroalimentare. L'uso di tali combustibili contribuisce a diminuire la dipendenza da fonti energetiche non rinnovabili come il petrolio, il gas e il carbone. Per questo le caldaie a combustibili solidi rappresentano una vera e propria rivoluzione nei sistemi di riscaldamento. I contenuti tecnologici di queste caldaie gli consentono di raggiungere efficenze molto elevate con risparmi economici circa dal 20 al 50 % rispetto ai sistemi tradizionali a metano e a gasolio.
Inoltre è assicurata un'elevata affidabilità e comfort dei sistemi a biomassa grazie alla tecnologia più recente ed alle soluzioni impiantistiche avanzate (estrazione automatica delle ceneri, caricamento automatico di pellet e cippato e pulizia automatica degli scambiatori di calore, regolazione della potenza tramite telecomando, serbatoio di accumulo, eventuale integrazione con i pannelli solari). Per non parlare del maggiore rispetto dell'ambiente grazie alle emissioni in atmosfera a basso contenuto di zolfo e di altri inquinanti ( riduzione delle piogge acide ) e dell’apporto di CO2 che è nullo, dato che l'anidride carbonica emessa durante la combustione è quella che è stata assorbita durante la crescita della pianta. Bruciando, la restituiamo all'ambiente. Quindi, in un arco di tempo pari alla crescita della pianta + la sua combustione, il bilancio complessivo di CO2 nell'aria non è cambiato. Al contrario i combustibili fossili, che rilasciano in tempi brevi quantità fissate in milioni di anni, hanno determinato un incremento notevole della concentrazione di CO2 nell’atmosfera. Poichè una caldaia a biomassa non inquina, convertendo tutti gli impianti di riscaldamento con caldaie a biomassa, si otterrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 del 30%, oltre ai vantaggi che comporta l'indipendenza dai paesi petroliferi e della crescita economica derivante dal fatto che il bio-combustibile per le caldaie verrebbe prodotto localmente. Infatti i trasporti di tali combustibili, per la vicinanza fra la sede di raccolta e i luoghi di utilizzo, sono in genere abbastanza brevi, con un miglioramento e valorizzazione delle risorse forestali locali e degli scarti agro-industriali e dell'industria della lavorazione del legno. Infine indirettamente si contribuisce a limitare il numero dei grandi disastri ecologici, incidenti agli oleodotti, gasdotti, petroliere, etc. La costante crescita della vendita di pellet, cippato e biomassa in genere, fa ben sperare e ci conferma i vantaggi economico – ambientali riscontrati, favorita anche dall'attuale politica europea di riduzione della dipendenza energetica da fonti non rinnovabili, che sta spingendo l'utilizzo di questi scarti come fonte energetica primaria.
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